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POSSO SCAPPARE IN AUSTRALIA LASCIANDO MIA MOGLIE O MIO MARITO IN ITALIA?

POSSO SCAPPARE IN AUSTRALIA LASCIANDO MIA MOGLIE O MIO MARITO IN ITALIA?

L’articolo 143 del codice civile, dedicato ai diritti e doveri reciproci dei coniugi consacra il dovere di coabitazione, inteso come impegno a convivere in modo costante e continuato presso la residenza familiare, principio irrinunciabile all’interno della vita matrimoniale.

Il mancato rispetto di questo precetto, può comportare una pronuncia di addebito in sede di separazione coniugale.

Il vincolo matrimoniale è fondato sulla convivenza.

Anche quando i coniugi non vanno d’accordo, non possono sbattere la porta e andare a vivere altrove.

Le questioni si dovrebbero essere risolte  tra le mura domestiche e, se non è possibile, prima di allontanarsi dalla famiglia ci si deve separare.

L’allontanamento rappresenta un’autorizzazione che, se non proviene da parte dell’altro coniuge, può concedere esclusivamente il giudice.

Una delle conseguenze più scontate se si dovesse andare via dalla casa coniugale è l’addebito della separazione.

Il coniuge abbandonato si può rivolgere al tribunale e, una volta richiesta la separazione, potrebbe fare addebitare la colpa all’ex.

Vi è poi anche una responsabilità penale del coniuge, nel caso in cui l’abbandono del detto coniugale comporti il far venir meno dei mezzi di sussistenza dei familiari.

lasciare “situazioni in sospeso” in Italia, può rivelarsi una scelta non vincente, oltre che per quanto detto, anche perché il tuo Stato Civile non libero comporta numerose problematiche per la tua permanenza in Australia.

Ad esempio, non potrai applicare il Partner Visa che è un visto che non prevede limiti di età da parte del richiedente visto visa e permette di ottenere la residenza temporanea o permanente.

La separazione legale è il primo ed indispensabile passo da compiere.

In Italia la separazione non scioglie il matrimonio, ma interrompe la comunione legale, fa venir meno il dovere di fedeltà coniugale e l’obbligo di convivenza.

L’ordinamento giuridico italiano prevede due tipi di separazione legale: separazione consensuale o separazione giudiziale.

Successivamente si potrà procedere con il divorzio.

Con il divorzio si ha lo scioglimento definitivo del matrimonio e del vincolo che legava i coniugi. Ottenuta la pronunzia potranno risposarsi.

Come nel caso della separazione, anche i procedimenti per il divorzio possono seguire due diverse procedure: divorzio congiunto o divorzio giudiziale.

La separazione ed il divorzio per procura consentono di porre fine al matrimonio senza che il diretto interessato sia fisicamente presente in tribunale.

Il tema del divorzio per procura è stato recentemente oggetto del Decreto del Tribunale di Milano, Sez. IX Civile, del 19 gennaio 2016.

 In tale decisum il Tribunale ha stabilito che, nel caso in cui uno dei coniugi non sia presente nel giorno e nel luogo destinati allo scioglimento del vincolo matrimoniale, ma lo stesso abbia conferito procura ad un procuratore speciale, sia possibile procedere al divorzio, ammettendo tale possibilità sulla base dell’analogia con l’istituto del matrimonio per procura. Ovviamente, si badi, tale eventualità può verificarsi solo laddove vi siano comprovate esigenze che giustifichino l’assenza di uno dei coniugi, ad esempio come nel caso in cui uno di essi si trovi all’estero perché si sia ivi trasferito o si trovi, ad esempio, in una missione militare.

Ebbene, il Tribunale, nel richiamato Decreto, ha chiarito che la possibilità di sciogliere il vincolo matrimoniale per procura sia assolutamente garantita dal nostro Ordinamento per una serie di motivazioni:

1) innanzi tutto facendo riferimento agli intenti del legislatore degli ultimi anni, volti proprio a favorire lo scioglimento del vincolo matrimoniale;

2) in secondo luogo, alla luce dell’art. 111, comma 3, c.c., nel quale è stabilito che si possa contrarre matrimonio per procura e, pertanto, analogicamente, lo stesso può anche essere sciolto nelle medesime modalità;

3) da ultimo, è proprio l’art. 4, n. 7, della L. 898/70 che prevede che  “i coniugi devono comparire davanti al presidente del tribunale personalmente, salvo gravi e comprovati motivi, e con l’assistenza di un difensore”. 

È, pertanto, la stessa legge sul divorzio ad ammettere la rappresentanza in caso di gravi e comprovati motivi.

Dovrai solo farti rilasciare, con il nostro supporto, dal Consolato italiano la procura speciale, al resto ci penserà la nostra sede italiana, che costantemente in contatto con quella australiana ti fornirà aggiornamenti sullo stato della procedura in tempo reale.

Contattaci senza indugio per una consulenza gratuita.

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