La disciplina UE sulla legge applicabile per separazione e divorzio internazionale di cittadini residenti all’estero

La disciplina UE sulla legge applicabile per separazione e divorzio internazionale di cittadini residenti all’estero

La crescente mobilità delle persone all’interno dell’Unione Europea, ha portato ad un progressivo aumento dei casi di “famiglie internazionali”, in cui i coniugi sono cittadini di stati diversi o risiedono stabilmente in nazioni di cui non sono cittadini o entrambe le dette condizioni contemporaneamente

Qualora all’interno di questi nuclei familiari insorgano delle situazioni di conflitto, la loro risoluzione può preliminarmente richiedere di affrontare questioni di diritto internazionale, relative innanzitutto alla competenza giurisdizionale ed alla legge applicabile al caso concreto.

La disciplina UE sulla legge applicabile per separazione e divorzio internazionale di cittadini residenti all’estero:

Con l’attuazione da parte dell’UE di una “cooperazione rafforzata tra gli Stati membri”, ovvero un’integrazione avanzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale e’stato istituito un quadro giuridico in materia di legge applicabile.

L’obiettivo del Regolamento UE numero 1259 del 2010 e’ quello di stabilire un unico insieme di norme, volte a determinare quale legge nazionale deve essere applicata alle procedure di divorzio e separazione personale, riguardanti coniugi con cittadinanze diverse, che vivono in un paese diverso da quello in cui hanno la cittadinanza o che non vivono piu’nello Stato menbro dell’UE.

Esso si applica alla presenza di un conflitto di leggi nazionali in merito a tale questione,ossia laddove potrebbero essere applicabili diverse leggi nazionali allo stesso divorzio o separazione personale.

Secondo quanto prescritto all’articolo 4 del Regolamento UE numero 1259 del 2010, lo stesso ha “carattere universale”. In particolare “La legge designata dal presente regolamento si applica anche ove non sia quella di uno Stato membro partecipante”.

La legge scelta dai coniugi

Il regolamento potenzia l’autonomia delle parti, riconoscendo una limitata possibilità di scelta della legge applicabile. La scelta informata di entrambi i coniugi rappresenta un principio essenziale del regolamento.

A tal proposito l’articolo 5 prevede la possibilità per i coniugi di scegliere di comune accordo dove separarsi e secondo quale disciplina.

 I coniugi possono dunque, concludere un accordo formale sulla scelta della legge nazionale applicabile al proprio divorzio o alla separazione personale purché si tratti della legge:

  • del paese dove i coniugi hanno la loro residenza abituale nel momento in cui viene concluso l’accordo; oppure
  • del paese dove i coniugi avevano la loro ultima residenza abituale, nella misura in cui uno di essi risieda ancora in tale luogo nel momento in cui viene concluso l’accordo; oppure
  • del paese di cui uno dei coniugi ha la cittadinanza nel momento in cui viene concluso l’accordo; oppure
  • del paese in cui viene adito il caso.

L’accordo fra i coniugi può essere concluso e modificato in qualsiasi momento prima che il caso venga portato dinanzi all’autorità giurisdizionale.

Le considerazioni valgono inoltre nella circostanza in cui il procedimento sia di separazione consensuale o di divorzio congiunto, non si trattasse di un procedimento giudiziale ma mediante negoziazione assistita. 

 

La legge per la separazione o il divorzio internazionale di cittadini italiani o stranieri in mancanza di accordo

In mancanza di un accordo delle parti sulla disciplina applicabile alla separazione o al divorzio,la legge generalmente applicabile è quella dove i coniugi hanno la propria residenza abituale. A stabilirlo è l’articolo 8, primo comma lettera a) del Regolamento UE 1259 del 2010, sopra menzionato.

 Sara’ applicabile, in subordine:

  • dove i coniugi hanno la loro residenza abituale nel momento in cui il caso viene portato dinanzi all’autorità giurisdizionale; oppure, altrimenti
  • dove i coniugi avevano la loro ultima residenza abituale, purché il periodo di residenza non si sia concluso da più di un anno prima che il caso venisse portato dinanzi all’autorità giurisdizionale, nella misura in cui uno dei coniugi risieda ancora in tale paese nel momento in cui il caso viene portato dinanzi all’autorità giurisdizionale; oppure, altrimenti
  • di cui entrambi i coniugi hanno la cittadinanza nel momento in cui il caso viene portato dinanzi all’autorità giurisdizionale; oppure, altrimenti
  • In cui viene adito il caso.

Se la legge nazionale applicabile al caso non prevede una legge sul divorzio o non garantisce a uno dei coniugi, poiché appartenente all’uno o all’altro sesso, pari condizioni di accesso al divorzio o alla separazione personale, si applicherà la legge del paese in cui viene adito il caso.

La legge applicabile ai rapporti patrimoniali in sede di separazione e divorzio e il Regolamento 1103 del 2016

A stabilire la legge applicabile in tema di rapporti patrimoniali fra coniugi in sede di separazione e divorzio è il Regolamento UE numero 1103 del 2016.

Tale Regolamento ha carattere universale, si applica cioè anche a cittadini di stati esterni all’Unione Europea

Il testo, però, non fornisce la nozione di matrimonio, in quanto, come precisato al considerando 17, si è ritenuto opportuno rimettere la stessa alla competenza dei singoli Stati membri. Il regolamento, invece, al considerando 18, precisa che il termine “regime patrimoniale” deve essere inteso in modo autonomo, nel senso che in esso deve considerarsi ricompreso il regime dei beni e tutti i rapporti patrimoniali, come disciplinati dalle legislazioni nazionali, tra i coniugi ma anche nei confronti dei terzi, che derivano dal matrimonio o dal suo scioglimento,con l’esclusione delle questioni inerenti tali rapporti.

In particolare l’art 5 del predetto regolamento stabilisce che l’autorita’ giurisdizionale dello stato investita di una domanda di separazione e divorzio dara’ luogo alla competenza delle autorita’ giurisdizionali dello stesso Stato sulle questioni relative al regime patimoniale dei coniugi.

Al termine “autorità giurisdizionale” viene attribuito un significato ampio, che comprende qualsiasi autorità giudiziaria o professionista competente in materia, tra cui i notai.

Ai sensi degli artt. 4 e 5 del predetto Regolamento, l’autorità adita per decidere, rispettivamente, su questioni riguardanti la successione oppure su divorzioseparazione o annullamento del matrimonio o scioglimento dell’unione registrata, è competente a trattare le questioni relative ai rapporti patrimoniali dei coniugi o dei partner, a condizione che vi sia un accordo tra le parti.

Ma quale sarà la legge applicabile al regime patrimoniale fra coniugi? I criteri, comprensibilmente, sono diversi da quelli del Regolamento 1259 del 2010. Si pensi, ad esempio ad una coppia di italiani che contragga matrimonio in Italia, lì vivendo per qualche anno anche dopo il matrimonio, e optando per il regime patrimoniale della separazione dei beni. Il successivo trasferimento stabile all’estero, dove viceversa, ad esempio, operi obbligatoriamente un particolare regime di comunione legale dei beni avrà un qualche effetto sul regime patrimoniale effettivo della coppia? A dare una risposta negativa a questa domanda è l’articolo 26 del Regolamento UE 1103 del 2016. L’articolo 26 stabilisce che, in mancanza di accordo sulla scelta della legge, la legge applicabile al regime patrimoniale dei coniugi sarà:

a)La legge della prima residenza abituale comune dei coniugi dopo la conclusione del matrimonio o, in subordine;

b) Quella della cittadinanza comune dei coniugi al momento della conclusione del matrimonio;

c) Quella con cui i coniugi hanno il collegamento più stretto al momento della conclusione del matrimonio.

Dove è possibile separarsi o ottenere il divorzio per cittadini italiani residenti all’estero: il foro competente – Regolamento UE 2201/2003

Nei procedimenti di separazione e divorzio tra coppie internazionali, in primo luogo e’ necessario  individuare il giudice competente. La disciplina è fissata in questo caso da un differente Regolamento UE: il Regolamento 2201 del 2003 che detta  i criteri attributivi della competenza giurisdizionale con riferimento allo scioglimento del vincolo coniugale e alla responsabilità genitoriale.

Il predetto Regolamento si occupa di disciplinare la competenza in materia di scioglimento del vincolo matrimoniale, utilizzando due criteri di competenza: cittadinanza e residenza abituale dei coniugi. Tali criteri sono «oggettivi», perché tesi ad individuare un legame effettivo tra soggetti in lite e foro e perché nessuno spazio viene lasciato all’autonomia privata, e hanno carattere «esclusivo», nel senso che prevalgono sui criteri di diritto comune (ad eccezione dei casi individuati negli artt. 6 e 7).

In particolare, il Capo II, sezione 1, articolo 3 della legge in questione, stabilisce la competenza generale:

Sono competenti a decidere sulle questioni inerenti al divorzio, alla separazione personale dei coniugi e all’annullamento del matrimonio le autorità giurisdizionali dello Stato membro, alternativamente:

a) nel cui territorio si trova:

  • La residenza abituale dei coniugi, o
  • L’ultima residenza abituale dei coniugi se uno di essi vi risiede ancora, o
  • La residenza abituale del convenuto, o
  • In caso di domanda congiunta, la residenza abituale di uno dei coniugi, o
  • La residenza abituale dell’attore se questi vi ha risieduto almeno per un anno immediatamente prima della domanda, o
  • La residenza abituale dell’attore se questi vi ha risieduto almeno per sei mesi immediatamente prima della domanda ed è cittadino dello stato membro stesso’

Il giudice al quale le parti si rivolgono è competente, ex art. 4, anche a decidere in ordine alle eventuali domande riconvenzionali che rientrino nel campo di applicazione del reg. e, laddove abbia statuito sulla separazione, resta competente a convertirla in divorzio.

Un esempio:

Laddove, come nell’esempio di cui sopra, i coniugi siano entrambi cittadini italiani, ma residenti negli Stati Uniti d’America, gli stessi potranno separarsi in italia ed adire l’autorità giurisdizionale italiana o viceversa farlo negli U.S.A.  Ciò è reso possibile dal sopra citato articolo 3 del Regolamento UE numero 2201 del 2003. 

GIURISDIZIONE IN MATERIA DI RESPONSABILITÀ GENITORIALE

Poiché nel procedimento di separazione e divorzio sorge spesso l'esigenza di assumere anche provvedimenti relativi alla responsabilità genitoriale e al mantenimento dei figli e del coniuge, si deve tenere presente che per questi provvedimenti accessori occorre fare riferimento, per determinare il giudice competente e la legge applicabile, ai criteri indicati nei Regolamenti che trattano specificamente dette materie. Si potrebbe di conseguenza verificare l'esigenza di adire giudici di Paesi diversi per ottenere non solo una pronuncia di separazione o divorzio ma anche l'emissione di un provvedimento su condizioni accessorie, e/o di applicare leggi diverse a seconda della materia da regolamentare.

Gli adempimenti per il caso di separazione e divorzio internazionale in Italia e all’estero

Indipendentemente dal luogo in cui abbia avuto seguito il procedimento di separazione o divorzio, sarà importante per i coniugi dare comunicazione formale al Comune o all’autorità competente in Italia e nel luogo di residenza, sull’avvenuto divorzio o separazione. L’esito del procedimento dovrà essere annotato ai margini dell’atto di matrimonio. Ciò sarà di fondamentale importanza per dare ufficialità e concretezza al procedimento svolto, anche in un luogo, seppur diverso, rispetto a quello in cui la separazione o il divorzio hanno avuto il proprio corso.

Il certificato dell’articolo 39 del Regolamento UE 2201 del 2003 per l’utilizzo di provvedimenti di separazione e divorzio

Il Ministero della Giustizia ha emanato, un’importante Circolare nella quale vengono date indicazioni  a proposito del rilascio del certificato di cui all’art. 39 del Regolamento Europeo Ce 2205/20.Infatti nel caso in cui una delle parti che abbia effettuato il divorzio, voglia far riconoscere  l’atto contenente l’accordo di negoziazione familiare o di separazione in un altro Paese dell’Unione Europea, dovrà presentare il certificato di cui al richiamato art. 39 del Regolamento Europeo.

L’articolo 39 della legge in esame prevede infatti che:

L’autorità giurisdizionale o l’autorità competente dello Stato membro d’origine rilascia, su richiesta di qualsiasi parte interessata, un certificato utilizzando ilmodello standard di cui all’allegato I (decisioni in materia matrimoniale) o all’allegato II (decisioni in materia di responsabilità genitoriale).”

Per cio’ che riguarda agli aspetti pratici, legati a dove sia materialmente possibile richiedere il Certificato, la Circolare ministeriale indica le modalità e le autorità competenti al rilascio del certificato.

Se l’accordo di divorzio è stato concluso davanti all’Ufficiale di Stato civile spetterà a questi rilasciare il certificato.

Diversa la situazione quando l’accordo sia fatto a seguito di accordi di negoziazione assistita da avvocati.

In questo caso deve essere emesso dalla procura della Repubblica che ha autorizzato l’accordo o ha rilasciato il nullaosta.

In questa ipotesi, infatti, l’avvocato non è qualificabile come “autorità” ai fini del Regolamento n. 2201 del 2003; inoltre, è solo il provvedimento conclusivo del pubblico ministero che rende l’accordo valido ed efficace, e dunque riconoscibile  all’estero.

Per maggiori informazioni non esitate a contattarmi su comandinimigration@gmail.com

or 0499600707.

Avvocato Alessia Comandini

Dottoressa in Legge Elison Tranchida