Come mi separo o divorzio se vivo in Australia?

Come mi separo o divorzio se vivo in Australia?

Hai deciso di cambiare vita, di trasferirti in Australia dicendo addio alla tua vecchia vita in Italia.

Il tuo sogno si è realizzato…o quasi. Nella patria natia hai lasciato colui o colei che per la legge è ancora il tuo coniuge.

Il tuo Stato Civile comporta numerose problematiche per la tua permanenza in Australia, ad esempio vuoi applicare per un visto partner con la tua nuova dolce metà australiana ma risulti ancora coniugato in Italia.

Anche se può sembrarti difficile e costoso, chiudere totalmente con il tuo passato è più facile di quanto creda.

Primo step: la separazione legale

La separazione legale è il primo passo da compiere.

In Italia la separazione non scioglie il matrimonio, ma interrompe la comunione legale, fa venir meno il dovere di fedeltà coniugale e l’obbligo di convivenza.

L’ordinamento giuridico italiano prevede due tipi di separazione legale: separazione consensuale o separazione giudiziale.

Da un lato, i coniugi possono anche optare per una separazione di fatto. Tuttavia, tale separazione non produce alcun effetto giuridico. 

Anche se non è un illecito in senso stretto, se uno dei coniugi lascia la casa di famiglia o stabilisce una relazione extra-coniugale, tale comportamento potrebbe essere considerato un motivo di “addebito” e di “colpa” nel caso della separazione giudiziale.

Il divorzio

La riforma del 2015 ha abbreviato i termini intercorrenti tra la separazione e il divorzio

  • un anno dalla separazione giudiziale;
  • sei mesi dalla separazione consensuale.

Con il divorzio si ha lo scioglimento definitivo del matrimonio e del vincolo che legava i coniugi. Ottenuta la pronunzia potranno risposarsi.

Come nel caso della separazione, anche i procedimenti per il divorzio possono seguire due diverse procedure: divorzio congiunto o divorzio giudiziale.

La separazione ed il divorzio per procura consentono di porre fine al matrimonio senza che il diretto interessato sia fisicamente presente in tribunale.

Il tema del divorzio per procura è stato recentemente oggetto del Decreto del Tribunale di Milano, Sez. IX Civile, del 19 gennaio 2016.

 In tale decisum il Tribunale ha stabilito che, nel caso in cui uno dei coniugi non sia presente nel giorno e nel luogo destinati allo scioglimento del vincolo matrimoniale, ma lo stesso abbia conferito procura ad un procuratore speciale, sia possibile procedere al divorzio, ammettendo tale possibilità sulla base dell’analogia con l’istituto del matrimonio per procura. Ovviamente, si badi, tale eventualità può verificarsi solo laddove vi siano comprovate esigenze che giustifichino l’assenza di uno dei coniugi, ad esempio come nel caso in cui uno di essi si trovi all’estero perché si sia ivi trasferito o si trovi, ad esempio, in una missione militare.

Ebbene, il Tribunale, nel richiamato Decreto, ha chiarito che la possibilità di sciogliere il vincolo matrimoniale per procura sia assolutamente garantita dal nostro Ordinamento per una serie di motivazioni:

1) innanzi tutto facendo riferimento agli intenti del legislatore degli ultimi anni, volti proprio a favorire lo scioglimento del vincolo matrimoniale;

2) in secondo luogo, alla luce dell’art. 111, comma 3, c.c., nel quale è stabilito che si possa contrarre matrimonio per procura e, pertanto, analogicamente, lo stesso può anche essere sciolto nelle medesime modalità;

3) da ultimo, è proprio l’art. 4, n. 7, della L. 898/70 che prevede che  “i coniugi devono comparire davanti al presidente del tribunale personalmente, salvo gravi e comprovati motivi, e con l’assistenza di un difensore”. 

È, pertanto, la stessa legge sul divorzio ad ammettere la rappresentanza in caso di gravi e comprovati motivi.

Dovrai solo farti rilasciare, con il nostro supporto, dal Consolato italiano la procura speciale, al resto ci penserà la nostra sede italiana, che costantemente in contatto con quella australiana ti fornirà aggiornamenti sullo stato della procedura in tempo reale.

Contattaci senza indugio per una consulenza gratuita.

Articolo a cura dell'Avvocato Valentina Rauccio.

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